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Il volontariato

Generalmente, si dice "canile" e si pensa "lager" .

Un posto squallido. Condizioni igieniche disastrose. Totale abbandono.

Per fortuna, non è sempre cosi. Il Rifugio del Cane "Val di Maso" ne è la prova.

     
Pur non potendo ovviamente offrire ai numerosi ospiti una vita paragonabile a quella trascorsa nel calore di una famiglia, il nostro rifugio si stacca però nettamente dall'idea di canile/lager, anche per merito di persone profondamente motivate, che investono tempo, energia e risorse per la cura dei quattro zampe più sfortunati:

I VOLONTARI 

 

Essi si prendono cura di queste creature che, contrariamente a quanto si può pensare, non necessitano solo di essere nutrite o di avere un tetto sotto cui dormire:i canili non sono strutture in cui “tenere a bada i cani”, ma luoghi deputati al recupero fisico e psicologico dell’animale, il quale, provenendo da situazioni di grave disagio, va rassicurato, tranquillizzato e socializzato.

 

 

Sopra: Francesco, Giulia, Adele, Alessandra, Giovanna

 

Se vuoi diventare un volontario al rifugio, chiami Donatella a 331-6762213 o scrivere a admin@leudica.org

L’attività di volontariato è concordata con i responsabili della struttura e consiste nello svolgimento di una o più delle seguenti attività:
 
1. Pulire i recinti dove stazionano i cani.
Questa è un’ operazione abbastanza semplice che prevede la rimozione delle deiezioni e il lavaggio del box con detergenti e acqua corrente.
 
 

Miriam aiuta Desirée con le pulizie...

 

2. Profilassi sanitaria

La profilassi sanitaria consiste nel somministrare ai cani malati i dovuti medicinali (ciò avviene generalmente nei due turni principali del mattino e della sera).

Ogni sabato il responsabile sanitario stila un elenco dettagliato dei farmaci che vanno somministrati lungo tutto l’arco della settimana seguente, preoccupandosi di aggiornarlo, nel caso fosse necessario, anche quotidianamente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lina con Lara e Sara.

 
3. Relazioni con i visitatori e affidi
E' questo
il compito principale e più delicato del volontario che opera in rifugio.

All’adottante devono essere poste infatti tutta una serie di domande perchèl'affido possa avere un buon esito, ad esempio:

L’abitazione è recintata?

Ha tempo sufficiente per prendersi cura del nuovo amico?

È conscio delle responsabilità che comporta l’arrivo di un cane?

Ha intenzione di procurargli una valida assistenza sanitaria?

Se l’adottante sembra essere disposto a prendersi veramente cura dell’amico a quattro zampe , si procede con la proposta di un cane di nostra conoscenza che risponde alle esigenze del visitatore. Al momento della compilazione del foglio d’affido si farà leggere e sottoscrivere all’affidatario il regolamento previsto per le adozioni e a quel punto è possibile consegnare il cane, rimanendo a disposizione (tramite contatto telefonico) per qualsiasi dubbio. L’affido di un cane comporta un'assunzione di responsabilità da parte del volontario e implica una certa esperienza e una buona conoscenza del cane in questione.

 

 

 

 

Elisa con gli affidatari di Daisy.

 

Sopra:Roberta con Leo

 

 

 

4. "Sgambamento" dei cani
Una pratica che il nostro rifugio reputa molto importante in vista del benessere psico-fisico dell’animale è quella dell’uscita quotidiana dei cani (box per box) in appositi spazi recintati.

 

Quello che noi chiamiamo “sgambamento” ha lo scopo di dare al cane la possibilità di: fare moto, a beneficio della salute fisica /dare sfogo all’istinto di ricerca, alla curiosità, a beneficio della salute psichica /migliorare la socializzazione con i simili e con le persone, aumentando le chanche di affido. 

 

 
5. Effettuare proposte di affido durante eventi pubblici

A questi eventi promozionali sono solitamente portati alcuni ospiti del rifugio particolarmente socievoli o bisognosi, con l’intento di trovar loro una buona adozione. E’ un’attività molto delicata che prevede una buona esperienza di base.

Il volontario progressivamente acquisisce la capacità di relazione con il pubblico, comprende su quali aspetti fare leva per incoraggiare le persone all’adozione e d’altra parte renderle consapevoli dell’impegno che si assume con l’accoglienza di un amico a quattro zampe in famiglia.

Il volontario deve prodigarsi anche nel diffondere campagne di informazione sul problema del randagismo, nel segnalare alle autorità competenti eventuali casi di maltrattamento o abusi.

 
 
     

Tutte le mansioni fin qui descritte -- pur richiedendo tempo, concentrazione, fatica fisica, responsabilità --

ripagano ampiamente colui che le svolge.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ambra con Yoyo'

 

Elisa con Remo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Claudia con Zain.

 
Francesca, Adele e Elena al nostro stand al Centro Commerciale di Megliadino San Fidenzio.   Irene con Leo.
 
Davide con Poppy  

Margherita con Pois.

 
Francesco e Adele con i cuccioli.  

Rudy con Giovanna.

 
Donatella S. con Gilda.  

Francesca che fa "Body Gym" con Mose'.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Jimmy con Simona.  

Eviana e Alessia con Gozzo e Beethoven.

 

La gratificazione di cooperare per rendere felice un cane è

 

impareggiabile!

 

Da sinistra: Alberto Castello, il nostro educatore cinofilo con Giulia Rando, Luca, Francesco T., Donatella, Beatrice, Marco, Donatella S.